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11/11/2018 icon-date-dark
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PADOVA NOIR: STORIE DI UOMINI E DONNE, DI MISTERI E CASI RISOLTI.

Un percorso alla scoperta di alcuni personaggi e delle vicende legate alle loro vicissitudini, storie risolte ed enigmi ancora insoluti. Scopriremo le vicende legate alla sparizione di  padre Placido Cortese e all’omicidio del dottor Johann Georg Wirsung, medico chirurgo anatomista. Approfondiremo la conoscenza della raffinata Vittoria Accoramboni, vedova dell’affascinante duca Paolo Giordano Orsini, nipote di papa Sisto V; il destino sarà crudele con lei, perché il suo passato alimenterà la vendetta.

Organizzatore: ImmaginArte - Studi e progetti per la cultura

Programma evento

Domenica 11 novembre ore 10.30 – Padova, Piazza del Santo

Vittoria nacque da Tarquinia Paluzzi Albertoni e da Claudio Accoramboni, appartenente ad un’antica famiglia della piccola nobiltà di origine marchigiana, che si era trasferita a Gubbio, cittadina del Ducato di Urbino, nel XIV secolo. Trasferitasi a Roma durante l’infanzia, si fece presto notare per la sua bellezza e a sedici anni, nel 1573, sposò Francesco Peretti, nipote del cardinale di Montalto Felice, futuro papa Sisto V. Fra i più ferventi ammiratori di Vittoria vi era Paolo Giordano I Orsini, primo duca di Bracciano, uno degli uomini più potenti di Roma, del quale divenne amante.

La bella donna dimorava a Palazzo Peretti, residenza romana del cardinale di Montalto: la casa era amministrata dal segretario Scipione Tolomei (1533-1630), letterato perugino, uomo saggio, capace e discreto, raccomandato dal cardinale Fulvio Giulio della Corgna al futuro papa Sisto V e che fu poi al servizio dei marchesi di Castiglione del Lago.

I sicari dell’Orsini, tra i quali si trovava anche un fratello di Vittoria, Marcello Accoramboni, il quale sperava che la sorella potesse diventare moglie del duca, la notte del 17 aprile 1581 assassinarono per strada Francesco Peretti. L’Orsini fu subito sospettato di essere il mandante del delitto, perché già ritenuto responsabile dell’assassinio della prima moglie, Isabella de’ Medici, che sarebbe stata strangolata in un accesso d’ira sotto ipotetiche accuse di adulterio, nella loro villa di Cerreto Guidi, nel 1576. Recenti e accurate ricerche d’archivio, basate su ampie testimonianze epistolari, hanno però smentito questa ipotesi, rilevando il saldo legame matrimoniale che univa Paolo Giordano ad Isabella, la quale morì invece per le complicazioni di una lunga malattia (cfr. Elisabetta Mori, L’onore perduto di Isabella de’ Medici, Milano, Garzanti, 2011).

Una volta che Vittoria fu libera dal vincolo matrimoniale, Paolo Giordano la sposò clandestinamente ma, una volta che si seppe del matrimonio, questo fu annullato d’autorità e Vittoria fu consegnata alla casa paterna, con l’obbligo di non uscirne. Arrestata nel 1581 per aver violato la restrizione, fu imprigionata in Castel Sant’Angelo e infine esiliata a Gubbio alla fine del 1582. Nel febbraio del 1583 poté ritornare liberamente a Roma e il 10 settembre, a Bracciano, i due amanti celebrarono nuovamente il matrimonio, che però fu ancora una volta annullato.

Alla morte di papa Gregorio XIII, che aveva pubblicamente preso posizione contro la loro unione, Vittoria e Paolo Orsini si sposarono per la terza volta ma l’elezione di Sisto V, zio dell’ucciso Francesco Peretti, li fece temere per la loro vita, per cui i due sposi fuggirono a Venezia e successivamente a Salò, sempre in territorio veneziano. Qui il duca morì improvvisamente il 13 novembre 1585 – si dice che fosse stato fatto avvelenare da Francesco de’ Medici – lasciando in eredità il ducato al figlio di primo letto Virginio e i rimanenti beni alla vedova Vittoria.

Vittoria si stabilì a Padova a Palazzo Cavalli alle Porte Contarine dove fu seguita da Ludovico Orsini, parente del defunto marito e funzionario della Repubblica di Venezia, per procedere a una nuova divisione dell’eredità. Ma il 22 dicembre Lodovico fece trucidare da alcuni sicari lei e il fratello Flaminio Accoramboni. A sua volta Lodovico Orsini fu arrestato per ordine della Repubblica Veneta dopo un sanguinoso assedio al palazzo in cui risiedeva, e impiccato con corda vermiglia nella corte del Castelvecchio. Anche tutti i soldati del suo seguito che si riuscirono a catturare vennero giustiziati.

Quota di partecipazione

Costo € 8,00
Prenotazione obbligatoria: ImmaginArte tel. 049/8719255; www.immaginarte.org

Richiesta informazioni

Info e prenotazioni

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