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15/11/2025 icon-date-dark
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…SPETA CA TE CONTO…

Musiche dal vivo, dialoghi, aneddoti, proverbi, balli si snodano nel corso di questo spettacolo, che ci riporta indietro nel tempo, quando fame e miseria imperversavano nella nostre zone.

E’ uno spaccato di vita contadina che viene realisticamente espresso nel filò, quella veglia tanto attesa, tanto desiderata, tanto partecipata, dove, in una fusione perfetta di sacro e profano, tra ciacole, storie, mestieri e misteri, le parole e i fatti tramandano valori, morale, costumi, paure e speranze e si cerca di dare un senso a tutto ciò che razionalmente non si riesce a capire.

I proverbi, semplici perle di saggezza popolare, sempre pronti in ogni occasione, sono il succo del “tirar su ben i tusi “, quando le istituzioni educative erano ancora la famiglia, la chiesa e la scuola.

I parroci dei paesi molto piccoli potevano contare sulla conoscenza quasi assoluta dei loro parrocchiani ed elargivano carità e rimproveri nei momenti più opportuni.

Di don Antonio, parroco di un paese di montagna, si ricorda ancora un episodio esilarante avvenuto durante un rito pasquale.

Noi ve lo proponiamo per poter gustare l’atmosfera che si creava durante le funzioni religiose.

Pica Carnevale (*) : la testimonianza di questo rito arcaico ci è giunta da Faedo (Feo ), frazione di Monte di Malo (VI)

A seguito di vicissitudini storiche di predazioni, carestia, guerre e isolamento, si può spiegare in parte la conservazione, in queste zone, di elementi etnografici di estremo interesse, come appunto Pica Carnevale.

Il depositario di questo rito, proprio della cultura contadina, era Nicola Cocco, suonatore di armonica a bottoni, classe 1888.

Ballincontrà ripropone fedelmente il rito che Nicola presentava ogni anno per pochi intimi.

La maschera che qui viene rappresentata è quella del diavolo, che arriva a carnevale, festa propiziatoria della fertilità della terra e vi esercita la sua forza negativa uccidendo – impiccando (pica) – il carnevale .

Caratteristiche di Pica Carnevale :

carnevale inedito con elementi rituali unici e originali chiudeva la festa a ballo del martedì grasso.

Mascheramento : annerimento del viso con carbone e o maschera di carta.

Rovesciamento : omeni vestiti da donna , e viceversa, poveri da ricchi etc.

Gli eccessi : grandi bevute e mangiate.

La lotta : diavolo che lotta contro carnevale, e viceversa.

Il corteo : le maschere che non vogliono andarsene, ballano e lottano contro il diavolo.

Ballo : il bal della cadena ( caena delle vache )

Morte del carnevale : avvolgimento della catena attorno al suonatore di organetto che rappresenta il carnevale fino alla sua morte.

I balli : Contravansa – polca “ La lingera “ – Fostrofo – Quadriglia – Mazurca figurata

La maschera lignea bifronte indossata dal diavolo è unica in tutto il veneto, non essendo riscontrate altre realtà simili.

Altro elemento importante è l’uso della catena (el caenòn da vache ) impiegato dalla maschera bifronte per legare, impiccare e quindi uccidere il carnevale impersonato dal suonatore di organetto.

Il significato simbolico del Pica Carnevale è chiaro: incatenamento e zittimento del suonatore equivalgono all’incatenamento e zittimento del carnevale :

la fine del periodo di allegria e l’inizio della quaresima.

Durante l’incatenamento si esegue il bal de la caena, con evidente collegamento

con le antiche danze funebri.

Morto il carnevale la festa è finita e non si balla più.

Descrizione del diavolo bifronte : la maschera bifronte è costituita da due manufatti in cartapesta ( la maschera originale è lignea e purtroppo molto mal conservata ).

con le sembianze da diavolo e sono indossate da una sola persona.

Sono dotate di barba e capelli.

Prima viene indossata la maschera anteriore posata sul viso e allacciata dietro la testa, quella posteriore è rivolta in senso opposto alla precedente, e viene sistemata dietro la schiena a una certa distanza dalla prima con dei paletti fissati all’interno.

Dentro questa seconda maschera viene posta una luce ( una volta 3 candele ) :

la luce emanata dagli occhi e dalla bocca dà al tutto un aspetto terrificante.

Un tabarro viene indossato in modo da collegare le due maschere e coprire la struttura di paletti.

Il diavolo bifronte tiene in mano una forca che serve a radunare le maschere per mandarle via.

Invece la maschera che entra per prima nella stalla ha una scopa, e pulisce l’ingresso e poi la stalla stessa, compie scherzi allusivo – sessuali, con la scopa, sulla gambe delle donne, atto “magico” che rende sacro e festivo lo spazio profano e quotidiano della stalla.

Con la morte del carnevale finisce la festa e anche lo spettacolo.

(* ) Tutte le informazioni su Pica Carnevale si sono basate sulle ricerche effettuate sin dagli anni 80 del secolo scorso, dai maestri Modesto Brian e Domenico Zamboni , che ringraziamo vivamente e senza i quali tutto questo patrimonio, oralmente trasmesso, sarebbe andato perduto.

Organizzatore: Pro Loco Fara Vicentino

Programma evento

Spettacolo teatrale a cura di Associazione Culturale Ballincontrà – Thiene (VI) e Pro Loco Fara Vicentino, presso il Teatro Parrocchiale in via San Bortolo.

Inizio alle ore 20.00, con saluto e presentazione del Festival A seguire spettacolo e brindisi di ringraziamento e degustazione.

Download programma

Quota di partecipazione

Ingresso libero su prenotazione al 371 3877125, anche WhatsApp o via email a prolocofara@yahoo.it

Tipologia di evento

  • ico-teatro
    Rappresentazione teatrale

Info e prenotazioni

Se desideri ulteriori informazioni contatta l’ente organizzatore ai seguenti recapiti oppure compila e invia il modulo che trovi qui sotto.

Pro Loco Fara Vicentino prolocofara@yahoo.it 371 387 7125

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