Bovolone (VR)

Mistero al Battistero

11/11/2012

 LA CORTE BRENZON MALMIGMATI

spettacolo teatrale, premiazione concorso letterario

 

ore 16.00 Visita guidata a Villa Vescovile e Cantine del Vescovo

ore 17.30  Rappresentazione teatrale: Eclissa, il Cavaliere e la terribile strega - della compagnia Neverland teatro

ore 18.30  Premiazioni concorso letterario "Mistero al Battistero"
                "Mistero del Battistero"

ore 19.00 Degustazione risotti con sapori di stagione

Ingresso libero

Proloco di Bovolone
Città di Bovolone

Come arrivare: GPS 45° 15' 29'' N

11° 7' 2'' E

BOVOLONE (VR)
LA CORTE BRENZON MALMIGMATI
AL MOLINELLO – Sintesi storica

L’ era del riso iniziò a Bovolone nel 1565, quando Gaspare Brenzon acquistò la possessione del Molinello con relativo molino da Iseppo Barbaro. Il molino era stato costruito nel 1477, quanto Zaccaria Barbaro ne ricevette l’ investitura dal Vescovo di Verona, ma allora era dotato di due sole ruote da macina. Fu Gasparo Brenzon che per primo si adoperò per trasformare la Valle del Molinello e renderla adatta alla risicoltura. Egli presentò ai provveditori sopra I Beni Inculti suppliche per poter utilizzare, dapprima le acque del Dugal S.Zorzi (1568), poi per inalveare le sorgenti di Mazzagatta e condurle al molinello mediante un’apposita seriola (1569) e quindi per prelevare due quadretti d’acqua dal fiume Menago mediante una bocca posta sotto il molino di Villafontana (1570).
Tutte queste iniziative preoccupavano il suo vicino Conte Cappella e soprattutto la Comunità di Bovolone, che temeva per il funzionamento del suo molino. Per questo, tra i tre sorse una controversia che si risolse solo nel 1603. Frattanto però, il Brenzon aveva trasformato 60 campi a risaia ed aveva fatto installare una terza ruota nel molino per Pillar il riso.
Nel 1578, Gaspare Brenzon lasciò a suo figlio Leonardo una possessione dotata di casa padronale con torre colombara, di case da brazzente, di cui una in muratura e tre di paglia, di una peschiera , di un mulino in muratura con due ruote e una pila la riso. Nel 1662 morì Leonardo senza figli e lasciò in eredità la possessione del Molinello al nipote Cesare Malmignati, figlio della sorella Veglia e di Vincenzo Malmignati . Il figlio maggiore di Cesare, Giovanni Battista, dopo la morte del padre avvenuta nel 1679, operando per se e per i fratelli, diede nuovo impulso all’azienda. Egli acquistò, nel 1700, 85 campi situati e destra del Menago per la cifra di 1700 Ducati e aumentò di 22 campi l’estensione delle risaie utilizzando l’acqua della vecchia investitura Brenzon (1709). Parallelamente al boom della risicoltura Bovolonese, prosegue la fortuna dei Malmignati, che nel 1737 con Elisabetta Rossini Malmignati, istitutrice e curatrice dei suoi figli, ottengono dalla Comunità di Bovolone il permesso di usare l’acqua della Vallesella per far risaia dietro il pagamento di 500 Ducati.
La possibilità di coltivare il riso e di lavorarlo nell’ambito dell’ azienda consentiva ottimi guadagni e in questo clima di euforia i Malmignati ristrutturarono la corte del Molinello e costruirono l’imponente palazzo, il cui aspetto massiccio è un po’ ingentilito dalle finiture in tufo di stile barocco. Alla fine del XVIII° secolo, i Malmignati erano ancora saldamente insediati al Molinello e l’estensione delle loro risaie aveva raggiunto i 106 campi.


Bibliografia:
Un Feudo Vescovile in epoca Veneziana
Autore Remo Scola Gagliardi
Comune di Bovolone 1982