Campo San Martino (PD)
La leggenda del vecchio mulino
16/11/2012
Si racconta che in un’epoca lontana esistesse nella palude di Onara un vecchio Castello, il Castello di Ezzelino che dopo la sua morte fu completamente distrutto per cancellare le tracce del famigerato signore; poco lontano dal Castello vi era e vi è ancora adesso un mulino che immaginiamo avesse fatto parte di una costruzione più grande, una stazione di posta con annesse scuderie sulla strada che portava verso Padova seguendo il corso del Tergola. Questa stazione di posta era gestita da tre sorelle, Lucia, Roberta, Caterina, le quali avevano sostituito nella gestione il vecchio Tassio; le tre sorelle erano affabili, carine e sempre pronte a servire i viandanti ma non sembravano invecchiare mai, come se il tempo per loro non passasse mai.. Chissà quale era il loro segreto dell’eterna giovinezza.
A Padova un professore di criminologia, Pero Rosselli, sta conducendo uno studio sui delitti passionali e nota che ogni tanto si parla di persone scomparse, in particolare maschi che viaggiano da soli sulla direttiva Trento- Padova- Venezia e l’area delle sparizioni coincide quasi sempre con la foresta fra Padova e Cittadella lungo il percorso del fiume Tergola; questa storia avviene fra la fine dell’ottocento e il novecento.
Rosselli ne parla con l’amico Angelo Remiero, commissario della Polizia ed egli dice di ricordarsi di queste scomparse ma non sono mai venuti a capo di nulla . Insieme a Remiero c’è un altro amico, professore di storia medievale, Armand Longo. Quest’ultimo racconta di una vecchia leggenda della Provenza che parla di una Fortezza sulla Valsugana detta della Tagliata, qui si era stabilito un contingente di cavalieri teutonici e templari a salvaguardia dei pellegrini che scendevano la Valsugana, infestata da briganti; un giorno doveva transitare un convoglio con un carico di oro e gioielli e i briganti avevano corrotto un gruppo di giovani e belle donne per attirare i cavalieri in un tranello; i briganti riuscirono così a trucidare i cavalieri e poi ad assalire il convoglio. Venuto a conoscenza del fatto, l’imperatore mandò un drappello di cavalieri nel paese delle donne ree del fatale tradimento per vendetta; i cavalieri guidati da un Druido arrestarono le donne che furono giustiziate, ma tre di loro fuggirono e non furono più trovate. Il Druido scatenò contro di loro un anatema: sarebbero rimaste vive e dannate fino a che un cavaliere-druido non le avesse trovate e le avesse giustiziate. Armand andò avanti, il Druido che lanciò l’anatema era a capo dei cavalieri che rasero al suolo più tardi il Castello di Ezzelino nella Palude di Onara, ora lì dove forse sorgeva vi è il mulino e una stazione di posta gestita da tre donne di bella presenza che sembrano non invecchiare mai, potrebbero essere le streghe condannate all’immortalità dal Druido.
Angelo e Piero non ci credono e Armand propone di andare a trovare queste belle signore affermando che, se non sarà vera la sua teoria, è arrivato il momento di trovare compagnia visto che sono tre scapoli. Le tre donne sono talmente piacevoli che i tre amici piano piano cominciano a prendere in considerazione il piano due di Armand.
Ma alla quarta notte i tre uomini decidono di controllare la locanda e arrivano in locali solitamente non visitabili dagli ospiti: nulla. Rimane solo la cantina che si trova fuori dal corpo centrale del caseggiato; giunti alla fine di una scala trovano una porta chiusa, Armand riesce a scassinarla e…entrando la lampada illumina l’interno dove ci sono scansie con oggetti vari (una valigia, un giaccone, dei libri, uno zaino…) sul pavimento piccole croci con dei nomi. Piero impallidisce perché i nomi sulle croci coincidono con quelli che aveva letto sui giornali. La notte ognuno la passanella sua camera sveglio e con il coltello sotto il cuscino. Il comportamento dei tre amici, nei giorni successivi, è strano, di imbarazzo e di silenzio; le tre donne intuiscono che qualcosa non va e decidono di prendere l’iniziativa. Una sera Lucia chiede chi siano in realtà i tre uomini e quale sia il motivo di questa lunga permanenza; essi raccontano tutta la verità, le donne si guardano e ammettono che sono loro le autrici dei delitti e che sono stufe di questa vita e hanno sempre raccontato la loro storia nella speranza che uno dei loro fosse il Cavaliere che aspettavano. Ora le tre donne dovrebbero uccidere anche gli amici ma non lo farebbero volentieri. Armand propone di uccidere le tre donne ma purtroppo sono immortali fino a quando un Cavaliere Druido francese non le troverà. Gli amici si guardano e dicono che Armand è di origine francese, quest’ultimo crede che le tre donne abbiano già dovuto pagare troppo e che è arrivato il momento di vivere veramente, magari con loro. Lucia, Roberta, Caterina, Angelo e Piero guardano Armand e con cenno di assenso uniscono le loro mani a giuramento. Armand prende dalla sua borsa un vecchio libro, lo apre e legge lentamente la formula Druida della vita mortale.
Pro Loco Campo San Martino
339 1699252 Orazio
Presso VILLA LE RISARE – BUSIAGO DI CAMPO SAN MARTINO.
Ore 20,45: Inizio spettacolo teatrale
Ore 22,45: Degustazione prodotti stagionali presso le Cantine della Villa Le Risare
Ingresso Libero
Accessibile portatori Handicap
come arrivare: Via Stradone, 2 – Loc. Busiago – 35010 Campo San Martino (Pd)
(curiosità storiche, rappresentazione teatrale, prodotti tipici ecc…)