Padova (PD)

Mistero live in Padua

29/10/2016

Nella storica Sala Rossini del Caffè Pedrocchi scrittori, studiosi e cacciatori di fantasmi raccontano in anteprima le storie segrete del Festival dei Misteri.

Evento apripista per la provincia di Padova  del Festival Regionale Veneto di Spettacoli di Mistero.
 

Organizzatore:, Menegus Michela, Caffè Pedrocchi, UNPLI Padova

 

 

Programma

Sabato 29 ottobre 2016 - ore 19.30

Caffè Pedrocchi, Via VIII Febbraio, 15 Padova, 35121 Padova

CENA LETTERARIA CON SPETTACOLO DI CONTASTORIE

Evento apripista per la provincia di Padova  del Festival Regionale Veneto di Spettacoli di Mistero.

Nella storica Sala Rossini del Caffè Pedrocchi scrittori, studiosi e cacciatori di fantasmi raccontano in anteprima le storie segrete del Festival dei Misteri:

Alberto Toso Fei, scrittore e direttore artistico di Veneto Mistero
Roberto Frison, esperto di favolistica popolare
Paola Tellaroli, scrittrice
Ghost Hunter Padova, Associazione di Ricerca e Studio sulle Attività Paranormali.

INGRESSO SU PRENOTAZIONE A PAGAMENTO: Euro 40,00 pro capite
comprensivo di:
• spettacolo con gli autori del Mistero
• accesso dalle ore 19.30 alle Sale del Piano Nobile e alle esposizioni del Caffè Pedrocchi
• cena con il seguente menu:
Aperitivo di benvenuto con Prosecco DOCG
Insalatina di gallina in saor
Risotto alla zucca e funghi porcini
Guancetta di sorana brasata al Cabernet Franc con contorni di stagione
Torta Pedrocchi
Caffè espresso
Selezione di vini dalla Cantina Pedrocchi - Acque minerali
Pane e coperto inclusi.

[Il menù può subire variazioni in base alla disponibilità della materie prime]

POSTI LIMITATI

Per prenotazioni
(fino a esaurimento posti):
Segreteria Caffè Pedrocchi
Via VIII Febbraio 15, 35122 Padova (Padova)
Tel. +39 049 8781231
Fax +39 049 8764674
segreteria@caffepedrocchi.it
www.caffepedrocchi.it

Per informazioni:
Menegus Michela
Tel. +39 328 9115485
Fax +39 0444 357520
info@menegusmichela.com
www.menegusmichela.com

Evento nell'ambito di Spettacoli di Mistero www.spettacolidimistero.it
ideato da MENEGUS MICHELA
realizzato con CAFFE’ PEDROCCHI
coordinato dal Comitato Provinciale Pro Loco di Padova.

 

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Approfondimenti

Location

Caffè Pedrocchi

Il Caffè Pedrocchi, uno dei più importanti caffè europei e uno dei pochi superstiti tra gli antichi caffè italiani, si eleva proprio nella centralissima piazza, tra Palazzo Moroni, la sede del Comune, ed il Bo', sede dell'Università.

 

Nel 1816 Antonio Pedrocchi, figlio di un caffettiere bergamasco, commissiona al noto architetto veneziano Giuseppe Jappelli l'ampliamento del piccolo caffè ereditato dal padre.

Il nuovo stabilimento fu inaugurato nel 1831 e poi affiancato, nel 1836, dal Pedrocchino, elegante costruzione neogotica riservata alla pasticceria. Fu il primo caffè ad essere illuminato a gas.

Il Caffè fin dai primi anni divenne noto come "il caffè senza porte" sia perché fino al 1916 era aperto giorno e notte: il porticato aperto e, allora, senza vetrate, era una sorta di "passaggio" collegato alla città. Al Caffè Pedrocchi chiunque poteva sedere ai tavoli anche senza bere o mangiare, ma semplicemente per  trattenersi a leggere i libri e i giornali, come "Il Caffè Pedrocchi.

Grazie alla sua posizione centrale e alla vicinanza con la sede dell'Università il caffè divenne presto punto di riferimento della vita culturale e commerciale della città e ritrovo di studenti, artisti, letterati e patrioti.

Fu anche teatro dei moti risorgimentali studenteschi del 1848 contro il dominante austriaco e ritrovo per scrittori ed artisti quali Nievo, Fusinato, Stendhal il quale addirittura decantò le meraviglie dello zabaione pedrocchiano, D'Annunzio, Eleonora Duse e il futurista Marinetti.

Di proprietà del Comune di Padova dal 1891, il Caffè oggi ospita tra le prestigiose sale le Gallerie del Pedrocchi ed il Museo del Risorgimento.

La sua splendida architettura rispecchia il clima romantico dell'epoca e l'estro dell'architetto Jappelli.

La facciata nord del Caffè è caratterizzata da due porticati con colonne doriche, preceduti da quattro leoni scolpiti dallo scultore romano Giuseppe Petrelli.

Nella piazzetta di fronte al Caffè, lo Jappelli, su richiesta di Antonio Pedrocchi, aveva progettato una fontana con una statua di Ebe del Canova, progetto che però non fu mai realizzato.

Un ripido scalone sulla loggia di destra conduce al piano superiore, o Piano Nobile.

Il pianterreno, destinato a caffetteria, è caratterizzato dal susseguirsi di stanze denominate in base al colore della tappezzeria: Sala verde, Sala rossa, Sala gialla o della Borsa - detta così perché vi si incontravano i commercianti per fissare i prezzi di alcune merci -,  Sala bianca - che si apre sulla via VIII febbraio e l'Università, assai nota per il segno del proiettile austriaco sparato durante i moti del '48.

Il piano superiore, o Piano Nobile, un tempo sede di un Circolo cittadino, comprende una serie di spazi funzionali decorati con stili storici del passato.

Si susseguono così la Sala etrusca, la Sala greca in forma ottagonale, la Saletta rotonda o romana, la Sala del rinascimento, la Sala ercolana o pompeiana, la Sala egizia e la Sala Napoleonica, dedicata a Gioacchino Rossini, e per questo chiamata anche Sala Rossini, un vero teatro dove gli stucchi, i tendaggi, i lampadari sembrano condurci indietro nel tempo, in pieno ottocento.

Nel passato ogni sala aveva una precisa funzione, ad esempio la Sala etrusca veniva usata come guardaroba, quella greca per il gioco, la Sala Rossini come sala da ballo e la Sala egizia per le riunioni segrete.
I vari ambienti sono decorati con soggetti inerenti allo stile di ogni sala: vedute romane, nella Sala romana, l'affresco "Diogene e il gallo di Platone" nella Sala Greca, statue, sfingi, urne cinerarie e il soffitto stellato nella Sala egizia.

 

Fonte:

http://www.caffepedrocchi.it/

http://www.padovanet.it/informazione/caff%C3%A8-pedrocchi

https://it.wikipedia.org/wiki/Caff%C3%A8_Pedrocchi

 

Approfondimenti

Biografie

Alberto Toso Fei, veneziano dal 1351, discende da un’antica famiglia di vetrai di Murano. Appassionato di storia ed esperto di misteri, la sua ricerca nasce da lontano, da quando decise che avrebbe raccolto le storie che sentiva raccontare dagli anziani, per non disperderle e fermarle nel tempo. Gran parte del suo lavoro nasce dunque dal recupero della tradizione orale con l’idea di farla rivivere, ricreando il piacere della narrazione e del racconto attraverso forme innovative e ludiche: recitals, viaggi virtuali tridimensionali, cacce al tesoro, ghost tours. Consulente nelle primarie emittenti televisive per programmi su Venezia o dedicati ai Misteri, nel 2009 porta a livello regionale il suo progetto di recupero delle storie misteriose ideando e avviando come Direttore Artistico il festival Veneto Spettacoli di Mistero.

Alberto Toso Fei oggi pratica la sua attività di studioso e scrittore tra Venezia e Roma. E’ autore di volumi di successo e best seller internazionali: Leggende veneziane, Il mistero della donna vestita di nero, Venezia crocevia di storie, 101 tesori di Venezia, Un sacrificio di sangue, Misteri di Roma, Misteri di Venezia, I segreti del Canal Grande, Accadde a Pechino, Shakespeare in Venice, Misteri della laguna e racconti di streghe, Leggende Veneziane e storie di fantasmi, Il Veneto del Mistero, Venezia enigma, La Venezia segreta dei Dogi.

 

Roberto “Popi Frison” è figlio di contadini di Romano d’Ezzelino (Vicenza). Odontotecnico di professione dedica da sempre alo stidio della civiltà contadina, approfondendo aspetti e aneddoti della tradizione popolare veneta. Collabora con quotidiani e riviste locali, scrive romanzi e spettacoli teatrali, organizza inizitive e manifestazioni culturali. Nel 1990 all’interno della rassegna Palio di Romano crea gli “Angoli Rustici”. Nel 2006 dà avvio al porgetto Scuola Romanotta per cui cura nel 2010 l’opera antologica “Bocia Panocia”. Nel 2002 comincia a scrivere per il teatro con la sua prima opera Ezzelino da Romano, dal Colle alla Marca. Nel 2007  fonda il gruppo teatrale Mariavercoea e mette in scena cinque opere teatrali dedicate alle leggende venete. Nel 2009 pubblica il libro Catina Baja nell’altro Regno Veneto. Nel 2012 dirige l’expo itinerante Ars in Mysterium. Nel 2013 pubblica con Simone Cavallin la raccolta Leggende in bicicletta sui Misteri della Valsugana e le leggende della Valbrenta. Dal 2014 è impegnato nelle rievocazioni storiche per le celebrazioni del Centenario della Grande Guerra; contemporaneamente sceneggia per il teatro il romanzo “L’angelo del Grappa” di Loris Giurisatti riscuotendo un grande successo iniznando una lunga turné di repliche fino alla grande rappresentazione pubblica tenutesi nell’open dell’Ossario del Monte Grappa lo scorso luglio.

Paola Tellaroli, originaria di Mantova, in una delle sue tante vite parallele è assegnista di ricerca in biostatistica, in un’altra gioca a fare la scrittrice.

Per motivi di studio, lavoro, ma soprattutto per irrequietezza, ha vissuto a Bologna, Rennes, Ginevra, Milano, Detroit e Padova. Ha pubblicato 101 cose da fare a Padova almeno una volta nella vita (Newton Compton, 2012), 101 perché sulla storia di Padova che non puoi non sapere (Newton Compton, 2013) e Misteri e storie insolite di Padova (Newton Compton, 2015). È risultata vincitrice nel 2013 del concorso letterario InciBricks con un testo poi pubblicato in Liberiamo le storie (Printbee, 2015), e nel 2016 del bando Fuori Rotta per il sostegno alla realizzazione di viaggi non convenzionali, grazie al suo progetto Lettere dal Kirghizistan.

Ghost Hunters Padova nasce nel maggio 2012 come gruppo di indagatori del paranormale. Il team oggi composto da Andrea Pugliese- Presidente dell’Associazione - , Erica Turetta, Alberto Nalotto -  studia ed analizza fenomeni apparentemente non spiegabili dal punto di vista della scienza tradizionale, spesso per questo motivo ritenuti inesistenti. Le indagini si svolgono principalmente nel Veneto attraverso l’utilizzo di registratori digitali, videocamere, fotocamere ed altra strumentazione scientifica.

L’interesse per la cultura locale, le leggende territoriali e fatti storici, fa nascere nel 2013 in seno al gruppo il progetto di ricerca “Dentro la Storia”. Il progetto propone una serie di reportage che mirano ad intrecciare la storia di personaggi che hanno fatto la storia d’Italia , con il mistero, piuttosto che la storia riguardante i due conflitti mondiali. Le principali indagini svolte: Casa dei Ricordi–Museo Mussolini–Villa Carpena a Forlì, appartamenti abitati dal D’Annunzio c/o Castello di San Pelagio a Due Carrare (PD), Forte Belvedere a Lavarone (TN), Forte di Punta Corbin a Treschè Conca di Roana (VI), casolare abbandonato a S. Margherita d’Adige (PD), Castello di S. Zeno di Montagnana (PD), Castello di Monselice (PD),  Castello di Sanguinetto (VR), all’Ex Ospedale Psichiatrico di Colorno (PR),  Castello di Salizzole (VR),  Castello Bevilacqua (VR),  Castello di Montorio Veronese (VR),  Abbazia della Vangadizza di Badia Polesine (RO),  Castello Carrare di Este (PD), a Rocca di Ponte della Torre a Este (PD),  Castello di Romeo ed al Castello di Giulietta a Montecchio Maggiore (VI),  Castello di Valeggio sul Mincio (VR),  Castello Inferiore di Marostica (VI),  etc..

Ghost Hunter Padova è un ‘Associazione Culturale è iscritta nei registri delle associazioni del Comune di Padova e della Provincia di Padova. 

Michela Menegus Paulin, dopo gli studi classici ad indirizzo linguistico e la laurea  in Lingue e Letterature Straniere all’Università di Venezia “Ca’ Foscari”, si specializza come borsista nella Scuola di formazione del CPV di Vicenza nell’export management, intraprendendo poi una carriera in ambito industriale come responsabile marketing e direttore vendite. Nondimeno trascura la sua predisposizione per la linguistica e la didattica, svolgendo per svariati anni l’attività di docente di lingue. Continua anche a coltivare la passione per le arti e l’enogastronomia, arrivando a fondare nel 2009 l’Associazione Culturale BOLArt©, di cui oggi è Presidente, e diventando nel 2011 sommelier A.I.S.. Ha conseguito nel 2009 il Master in “Governance delle Risorse Turistiche e Territoriali” presso l’Università degli Studi di Padova, facoltà di Archeologia e dal 2010 opera come freelancer nell’ambito delle strategie di comunicazione e di marketing per aziende private, enti territoriali e non, liberi professionisti, associazioni non-profit tenendo anche corsi di formazione e seminari in materia. Nel marzo 2014 è certificata come Territorial Product Manager nell’ambito del progetto europeo CMC – Clusters meet culture  gestito dalla Regione Veneto,

All’attività professionale ha affiancato l’impegno attivo di volontariato socio-culturale come Vicepresidente della Pro loco di Bolzano Vicentino e come Segretario della Condotta Slow Food del Vicentino.

Ha al suo attivo la recente pubblicazione del libro “di BOCCA in BOCCA” (2015), recensioni letterarie, critiche pubblicate in Cataloghi d’Arte nazionali e internazionali.