Verona (VR)

Verona da scoprire

29/10/2016

Alla scoperta dei misteri che avvolgono alcuni palazzi di Verona, intessuti di leggende.

Dalla riscoperta del Palazzo Scaligero e della storia di Fra’ Giocondo, a cui viene attribuita la progettazione della loggia, alla leggenda su Santa Lucia e Palazzo Barbieri

 

Organizzatore: Comitato Pro Loco UNPLI Verona

 
 

Programma:
Ore 8.45 Ritrovo presso Palazzo Barbieri (Piazza Bra - Verona)
Ore 9.00 Inizio visita.
Ore 10.00 Spostamento presso Sede Provincia di Verona – Palazzo Scaligero.
Ore 10.30 Illustrazione Piazza dei Signori
Ore 10.45 Visita alla Sala Rossa – Palazzo Scaligero.
Ore 11.15 Visita Loggia di Fra Giocondo – Palazzo Scaligero.
Ore 12.00 Termine visita.
 
E' gradita la prenotazione
 
 
Per informazioni e prenotazioni:
Unpli Verona - unplivr@libero.it - Claudio Daldosso 338.3610148

Santa Lucia

È una delle tradizioni veronesi più antiche, sentite e partecipate. A Verona, il culto ha assunto caratteristiche peculiari, che lo distinguono dalle altre località nelle quali è festeggiata la Santa.

Si racconta di come le spoglie della santa siracusana, protettrice degli occhi, siano passate da Verona nel loro viaggio verso la Germania intorno al X sec. Ciò spiega anche perchè il culto della santa sia molto diffuso nel nord Europa.
Secondo un’altra ipotesi, il culto di Santa Lucia deriverebbe dal periodo di dominio della Serenissima su Verona. Venezia infatti, già nel 1204, fa trasportare le spoglie della santa nella città lagunare.
A Verona però, il culto assumerà caratteristiche peculiari e si colorerà di folklore e tradizioni locali.


La leggenda racconta…

Secondo la leggenda veronese, intorno al XIII sec., in città, in particolare tra i bimbi, era scoppiata una terribile ed incurabile epidemia di “male agli occhi”
La popolazione decise allora di chiedere la grazia a S. Lucia, con un pellegrinaggio a piedi scalzi e senza mantello, fino alla chiesa di S. Agnese, dedicata anche alla martire siracusana, posta dove oggi c’è la sede del Comune: Palazzo Barbieri. Il freddo spaventava i bambini che non avevano nessuna intenzione di partecipare al pellegrinaggio.
Allora i genitori promisero loro che, se avessero ubbidito, la Santa avrebbe fatto trovare, al loro  ritorno, tanti doni. I bambini accettarono… l’epidemia si esaurì…
Da questo momento è rimasta la tradizione di portare in chiesa i bambini, per la benedizione degli occhi, il 13 dicembre e ancora oggi, la notte del 12 dicembre, i bambini aspettano l’arrivo di S. Lucia che porta loro gli attesi regali a bordo di un asinello volante.
Si lascia un piatto sul tavolo con del cibo con cui ristorare sia lei che l’asinello prima di andare a dormire. In questa sera i bambini vanno a letto presto e chiudono gli occhi, nel timore che la Santa, trovandoli ancora svegli, li accechi con la cenere.
La mattina dopo, Lucia  fa trovare loro il piatto colmo di dolci, fra cui le immancabili “pastefrolle di S. Lucia”, di varia forma (stella, cavallino, cuore…), nonché l'altrettanto immancabile "ghiaia dell'Adige".
Le formine delle frolle scacciano il male e sono di buon auspicio.

Arrivano i “banchéti de Santa Lùssia”!

Dal secolo scorso  si è sviluppata, per l’occasione la tradizionale grande fiera, che ancora oggi si tiene nei tre giorni precedenti il 13 dicembre, in una Piazza Bra’ riempita dai “bancheti de Santa Lussia”, ricchi di giocattoli e dolci di ogni tipo.
 A coronamento della festa la grandissima archiscultura di Olivieri: una stella di Natale illuminata che parte dall’invaso dell’arena e si tuffa luminosa, in piazza Bra’ ed invita a visitare l’ormai tradizionale appuntamento con La Rassegna Internazionale di Presepi nell’arte e nella tradizione, ogni anno sempre nuova…

  
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