Fonzaso (BL)

La Casa degli Spiriti

26/11/2016

Una passeggiata notturna il Località Arten di Fonzaso. Si incontreranno streghe inferocite, orchi ed orche brutte e spettinate, e poi nanetti che si rincorrono felici. Un vero spettacolo animato da figuranti esperti di teatro amatoriale. All’arrivo ci aspetterà una simpatica sorpresa.

Soggetto organizzatore: Pro Loco di Fonzaso

Partenza dal piazzale della sede pro-loco alle ore 18,30 per iscrizioni e consegna lanterne (fino ad esaurimento ) .

Quota di partecipazione euro 5,00 adulti, gratuito per i bambini.

In caso di maltempo la manifestazione si terrà nella sala Polifunzionale a lato

della sede pro-loco .

Si consiglia scarpe per percorrenza su strada sterrata.

Associazione Pro Loco Fonzaso
Via Angelo Zucco n.14
32030 Fonzaso (BL)

Tel. 348 8306852 Giovanna
Fax 0439 5166

email:       info@prolocofonzaso.it
sito:         www.prolocofonzaso.it
 


Fonzaso, a circa 329 mslm, si trova in una posizione privilegiata, all'interno di una conca pianeggiante circondata da monti. Conta cinque frazioni: Arten, Agana, Frassenè, Pederoncon e Giaroni.
E' sempre stato un importante snodo tra le strade del Primiero, del Feltrino e della Valsugana.

L'origine del nucleo si pensa risalga all'epoca romana, attraverso il suo territorio passava infatti la "Via Paolina", ramo secondario della "Via Claudia Augusta Altinate".
Molti furono gli incendi in ques'epoca, perchè il paese era quasi interamente costruito in legno e l'attività principale era il commercio di legname e fieno, da questo ancora oggi una zona viene chiamata "la fenadora", che indicava il luogo dove il fieno veniva raccolto dopo esser stato portato giù dalle montagne con le apposite slitte.

Già all'epoca delle invasioni barbariche nel territorio fonzasino esistevano due castelli: uno presso la frazione di Arten (oggi non più visibile), e l'altro della famiglia ghibellina dei Fonzasia a ridosso delle rocce del Monte Avena, ora sostituito con l'eremo di San Michele.

Molte furono le vicende storiche a cui seguirono anni di carestie e pestilenze, ma Fonzaso, sfruttando le sue campagne e i suoi pendii montani, seppe risorgere. Però il paese visse anche molte alluvioni, contrastate dalla costruzione della diga di Pedesalto e dalla sistemazione degli argini del fiume Cismon, e molti incendi arginati dalla nascita di una nuova figura: "il vigile del fuoco", che vivendo sull'eremo di San Micel suonava la campana d'allarme in caso di avvistamenti.

La chiesa del paese fu dedicata alla Natività di Maria SS, non è ricca di marmi, è piuttosto semplice nelle linee architettoniche, ma è il ritrovo dei paesani e al suo fianco si innalza l'alto campanile.

Nel periodo della Grande Guerra, la popolazione non abbandonò le case e seppe resistere alle truppe austrongariche, dall'ottobre del 1919 fu riconosciuta come "Città per merito di guerra".

Nonostante le varie avventure e disavventure la popolazione non ha mai smesso di coltivare la propria terra, le principali risorse erano l'uva e il bacco da seta, oltre al legname e al fieno ed oggi si stanno riscoprendo questi prodotti, soprattutto l'uva. Alcuni paesani infatti, stanno riportando alla luce molte uve che una volta erano ben rinomate.
 

Chiunque entri nella conca di Fonzaso rimane colpito dalle due costruzioni bianche a ridosso del Monte Avena, incastonate nella roccia viva.

Dove sorge ora l'eremo di San Michele, "San Micel" per i fonzasini, una volta sorgeva il castello della famiglia Fonzasia, distrutto per ordine del Senato Veneto. I suoi resti furono utilizzati per costruire l'eremo e altre costruzioni del paese, compreso il campanile.

La casa di San Michele, posta circa a 550 mslm, fu costruita a causa della necessità di avere un 'vigile del fuoco' dopo che i continui incendi distrussero più volte il paese.
La sua posizione è strategica, perchè si può osservare tutta la conca e da lassù il custode poteva suonare la campana d'allarme quando avvistava un incendio.
Per il mantenimento di questa persona, la popolazione versava annualmente una tassa detta "minella" che corrispondeva circa a 2kg di farina di granoturco.

Accanto alla casa è stata costruita una chiesetta agganciata direttamente alla montagna, molto modesta nelle sue linee. All'interno troviamo la raffigurazione dell'Arcangelo Michele che sconfigge Lucifero.
Per molti anni la sera della vigilia di San Michele venivano poste delle luci sulle rocce circostanti per illuminare la notte in onore del Santo.

A fianco della chiesetta, in una nicchia naturale, è stata posta la statua della Vergine dai reduci di guerra ed ogni sera una corona di luce si accende attorno ad essa insieme alla scritta "Ave Maria" per renderle omaggio.

Per tutti i fonzasini anche lontani, ''San Micel'' rappresenta tutt'oggi il simbolo del paese di Fonzaso.

L'eremo è raggiungibile a piedi partendo da via Lucco in circa 20 minuti, il sentiero non presenta eccessive difficoltà, ma è sempre bene attrezzarsi con scarpe da trekking.