Castegnero  (VI)

Na' Storia tira un Ballo

12/11/2016

 Lo scrittore e giornalista Tommasino Giaretta presenterà quattro racconti a metà fra storia e leggenda alternando l'italiano al dialetto vicentino, in sincronia con lo spirito del Festival “Veneto, Spettacoli di Mistero”. Bettina, la strega di Castegnero, raccontava Jijio Giramondo, non era quella che aveva avuto modo di conoscere scorrendo le pagine di un libro trovato dentro una cassa da morto svuotata al cimitero. Quella descritta era una certa strega Vampira, figurata come una vecchietta grinzosa e rinsecchita, gli zigomi che le bucavano il viso da renderla magra più di un manichino, peggio di uno stuzzicadenti. Questa e altre storie a Castagnero. Venite venite.... ad ascoltare!


Soggetto Organizzatore:  Pro Loco di Castagnero in collaborazione con l'amministrazione comunale di Castegnero, Assessorato alla Cultura, Produttori locali, gruppo Alpini


 

Sera di racconti con danze e musiche popolari. 

Alle ore 20.30 presso Baita La Valentina in piazza Mercato 


Una performance letteraria curata dallo scrittore e giornalista Tommasino Giaretta che presenterà quattro racconti a metà fra storia e leggenda alternando, com’è nel suo modo abituale di proporsi, la lingua ufficiale al dialetto vicentino, in sincronia con lo spirito del Festival dei Spettacoli del Mistero. A supporto all’interpretazione di Giaretta interverrà il gruppo “Il tirinballo” di Vicenza con una carrellata di danze popolari tipiche della realtà contadina Veneta e Vicentina in particolare. Il gruppo, che da una trentina d’anni studia e ripropone in costumi d’epoca spaccati di vita rurale del secolo scorso, entrerà in dialogo con Giaretta testimoniando in movimento e musica i momenti di vita e di festa agreste legati alle occasioni delle nascite, ai matrimoni, alla semina, alla raccolta e alla spremitura delle olive. Giaretta e “Il tirinballo” godranno dell’accompagnamento musicale del maestro Piero Di Iorio che si alternerà al violino.

Al termine dello spettacolo al pubblico sarà offerto dalla Pro Loco di Castegnero un buffet a base di prodotti tipici vicentini, alcuni dei quali a chilometro zero: crema di zucca , crostini assortiti all’olio Evo, formaggi dell’azienda Sermondi con marmellata di ciliegie Deco di Castegnero; vin brulè e vini in bottiglia delle cantine Costalunga di Castegnero , e a cura del gruppo Alpini di Castegnero buone caldarroste.

INGRESSO GRATUITO FINO A ESAURIMENTO POSTI

Scarica la locandina

 

Per informazioni:

proloco.castegnero@libero.it oppure 340 1697881

 

Lo scrittore e giornalista Tommasino Giaretta presenterà quattro racconti a metà fra storia e leggenda alternando l'italiano al dialetto vicentino, in sincronia con lo spirito del Festival “Veneto, Spettacoli di Mistero”. Bettina, la strega di Castegnero, raccontava Jijio Giramondo, non era quella che aveva avuto modo di conoscere scorrendo le pagine di un libro trovato dentro una cassa da morto svuotata al cimitero. Quella descritta era una certa strega Vampira, figurata come una vecchietta grinzosa e rinsecchita, gli zigomi che le bucavano il viso da renderla magra più di un manichino, peggio di uno stuzzicadenti. Dando per scontato che tutto quanto stava stampato in un libro era sacrosanta verità, alla pari di quanto stava scritto nel libreto de ‘a dotrina, non poteva dare più credito alla sua primitiva idea, ovvero che la strega fosse una sola. Alla prova dei fatti, in giro per il mondo, diceva Jijio, mi che lo gò girà tuto intorno, de streghe gà da essargane de pì de una! Una, de sicuro, la stava proprio in paese, qua, a Castegnero. Una certa Bettina, aveva finito per essere considerata, a torto o a ragione, una strega. Era vedova da tempo. Suo marito, Toni Bolso, aveva avuto la scarogna nera de morire tubercoloso. Tanto par capirse, Toni Bolso el gera morto parché el gera tuto quanto marso nei polmoni, marso che de pì no se podèa (…). Il tajarue Un ignoto individuo stava tormentando ad oltranza il sonno e squassando la quotidianità dei paesani. Non aveva ancora un nome e cognome, ma era diventato per tutti “il tajarue”. La comparsa sulla scena del tajarue si era verificata dopo la metà di giugno, allo scoppiare dell’estate, in piena mietitura dell’orzo e del frumento, quando, a fianco dei nudi e arsi campi di stoppie, il sorgo si levava alto, giusto quanto un uomo, diventando un facile nascondiglio e finendo per mettere paura e soggezione alle donne. La Catina, che preferiva stare appiccicata alle pentole sul fuoco in cucina anziché cucinarsi la pelle sotto il sole con la forca o il rastrello in mano, si era ritrovata su un vassoio d’argento la scusa giusta per rivendicare l’opportunità di rimanere a casa, all’ombra, dentro le quattro mura fresche del tinello semisdraiata sulla ottomana. “Sò oncora vergine mi, no vorìa che el tajarue…!” aveva detto la Catina rivolta a suo padre, Toni Bolso” (…). La fontana del diavolo Dovì savere che on tempo, ma no me ricordo ben de preciso, xò par la stradina dee monaghe, quea che core drio de l’asilo, ghe gera ‘na ceseta, picoeta, ma bea. Da distante la pareva come la caseta dei sete nani, o… la caseta in Canadà, come che preferì voialtri. Gnanca me poro bisnono Toni Busìa el gavea savesto dirme parcossa la fusse tirà cossita in meso i campi, sola, soleta, distante da tuto e da tuti, in tanta malora, quasi dismentegà anca da Dio. Resta el fato che ‘na volta l’ano, quando cadèa el giorno de San Francesco, el 4 de otobre, la gente se portava là da ogni cantòn par ciapare la messa, la comuniòn e anca la benedissiòn tuto in te ‘na volta sola (…). L’anfora maledetta Si era capito che fra Toni Orbo e Bepìn Orbo On Ocio da tempo non correva tanto buon sangue, ma che un infausto giorno la storia dell’anfora misteriosa avesse procurato quanto accaduto non lo si poteva certo immaginare. Neanche Tita Peota che in vita sua scommetteva di tutto e su tutto, aveva osato ipotizzare che sarebbe andata a finire in quel modo. Nelle serate successive, ben oltre la Befana, complice l’insaziabile curiosità di Tita Peota a saperne di più, Jijio Giramondo era tornato a raccontare nuovamente quella storia facendo leva sull’interesse generale e facendo ricorso a una maggiore dovizia di particolari. A mente fredda, dopo avere rimuginato a lungo sui tanti perché e sui tanti ma, in paese tutti avevano convenuto alla fine che quella storia non poteva essere intitolata “L’anfora misteriosa” come diceva Jijio Giramondo, ma piuttosto “L’anfora maledetta” (…).

 A supporto all’interpretazione di Giaretta interverrà il gruppo “Il tirinballo” di Vicenza con una carrellata di danze popolari tipiche della realtà contadina Veneta e Vicentina in particolare. Il gruppo, che da una trentina d’anni studia e ripropone in costumi d’epoca spaccati di vita rurale del secolo scorso, entrerà in dialogo con Giaretta testimoniando in movimento e musica i momenti di vita e di festa agreste legati alle occasioni delle nascite, ai matrimoni, alla semina, alla raccolta e alla spremitura delle olive. Giaretta e “Il tirinballo” godranno dell’accompagnamento musicale del maestro Piero Di Iorio che si alternerà al violino e alla ghironda. TOMMASINO GIARETTA - BIOGRAFIA e CRITICA Tommasino Giaretta è nato e vive a Lanzè di Quinto Vicentino. Insegnante, è iscritto dal 1992 all’Ordine Nazionale dei Giornalisti, elenco Pubblicisti. Collabora da un ventennio, oltre che con periodici locali, principalmente con il quotidiano “Il Giornale di Vicenza” e il mensile “Realtà Vicentina”. E’ Direttore Responsabile de “Il Guado dell’Antico Mulino”, periodico della Pro Loco di San Pietro in Gu (PD). Nel 2001 ha pubblicato “Storie in corte”; nel 2003 “Storia Memoria”; nel 2005 “Orapronobi”; nel 2008 “Storie dell’altro mondo”; nel 2011 “Il mondo di Tote”; nel 2015 “Pan e pero. Storie di uomini, animali e prati”. La prima opera, “Storie in corte”, adattata in parte in testi teatrali dialettali, ha all’attivo tre ristampe: la prima nel 2002, la seconda nel 2004, la terza nel 2007. Considerato dalla critica uno degli scrittori locali più letti e apprezzati di questi ultimi anni, ha al suo attivo numerose presentazioni delle proprie opere in Comuni del Vicentino e del Padovano. Ha partecipato a numerosi “Incontri con l’autore” su invito di Assessorati alla Cultura, Biblioteche civiche e Istituti scolastici affiancato nella lettura di brani scelti da attori-registi quali Pino Costalunga e Adriano Marcolini, da Stefano Farina della compagnia teatrale “La Trappola” di Vicenza, da Bianca Perosa voce recitante. Nel 2005 e 2006 presenta le proprie opere a Villa Cordellina di Montecchio Maggiore (Vicenza) nell’ambito del “Canzoniere delle tradizioni popolari Vicentine” promosso dall’Assessorato alla Cultura e all’Identità Veneta della Provincia di Vicenza a fianco di autori come Virgilio Scapin. Nel Maggio 2006 è scelto come autore principale dalla Editrice Veneta di Vicenza per la partecipazione alla “Prima rassegna dell’Editoria Vicentina” curata dal critico letterario Gianni Giolo, promossa dal Comune di Montecchio Precalcino 
(Vicenza) a Villa Da Schio Cita. Nel Settembre 2006 l’Ufficio Cultura e Spettacolo della Regione Veneto delibera l’acquisto del volume “Orapronobi” da distribuire nei principali Enti Culturali e Biblioteche Civiche della Regione. Nel Novembre 2007 l’Ufficio Cultura e Spettacolo della Regione Veneto sostiene la terza ristampa di “Storie in corte” collocando il volume nei principali Enti Culturali del Veneto. Nel Marzo 2009 presenta “Storie dell’altro mondo” alla Biblioteca Internazionale della Civiltà Contadina “La Vigna” di Vicenza diretta dal Prof. Mario Bagnara. Nel Maggio 2009 presenta le proprie opere alla XVIII edizione della “Mostra del libro” organizzata dal Comune di Gazzo Padovano con il patrocinio della Provincia di Padova e della Regione Veneto. Nel Maggio 2009 l’Ufficio Cultura e Spettacolo della Regione Veneto distribuisce “Storie dell’altro mondo” nelle biblioteche civiche della Provincia di Vicenza e nei principali Enti Culturali del Veneto. Nel Agosto 2009 l’Ente “Vicentini nel Mondo” consegna agli emigranti Vicentini una copia di “Orapronobi” in occasione della “XI Festa dell’Emigrante” svoltasi a Bolzano Vicentino. Nel Novembre 2009 partecipa alla rassegna ”Veneto, spettacoli di mistero” promossa dalla Regione e dall’Unpli Veneto con tre serate di lettura a Cittadella (Torre di Malta), a Busiago (Villa Busetto), a Gazzo (Villa Tacchi). Nel Marzo 2010 ottiene una “Menzione speciale” con il racconto “Il fontanòn del diavolo” (Storie in corte) al concorso “Il Veneto del mistero” indetto dall’Ente Fiera di Vicenza. Nel Novembre 2010 per “Veneto, Spettacoli di Mistero” mette in scena la commedia dialettale in tre atti “L’Omo Invisibile de Bolsàn” con il Gruppo teatrale “Semprepiùverde” di Vicenza. Nel Novembre 2011 per “Veneto, Spettacoli di Mistero” anima il salotto letterario “Micro e macrocosmo di un Veneto” in occasione del quale presenta l’ultimo libro “Il mondo di Tote”. Ha partecipato come autore e intrattenitore a tutte le edizioni di “Veneto, Spettacoli di Mistero”. Molto apprezzato dal pubblico e dalla critica per aver fatto rivivere nei suoi libri la vita rurale delle campagne vicentine del secolo scorso, lo scrittore svela in modo innovativo e senza mielosa nostalgia il fascino del codice e della misteriosa ritualità di questa realtà ormai perduta. Giaretta parla direttamente al lettore con un linguaggio “semplicemente” metaforico, dove la mescolanza del dialetto e di termini italiani e modernismi, supportata dal gusto della digressione della storia nella storia, pungola il lettore come la sua marcata vena ironica. Facendo assurgere a nuovi miti i personaggi tratti dal mondo contadino, grazie alla forza descrittiva con cui li delinea - ora con tratti veloci ma incisivi, ora con colori vividi ma con toni poetici - a ragione Giaretta può essere considerato il custode letterario “dell’altro mondo” della cultura Veneta, di cui incarna ancora i vecchi e saldi valori di generosità e altruismo.

 

La Pro loco di Castegnero è molto attiva nella promozione e nella valorizzazione del prodotto DE.CO. del paese: la ciliegia. Alla pro loco va il merito di aver contribuito alla diffusione del consumo delle ciliegie anche fuori stagione mediante il ritrovato della conservazione sotto spirito.
Il Rovere è anche un’azienda agricola che produce un prodotto DOP eccellenza dei Colli Berici: l’olio extravergine.
L’unione di questi due preziosi prodotti ha ispirato la Pro loco ad ideare una cena legata a un menu strettamente territoriale dove i protagonisti saranno appunto le ciliegie e l’olio, ma anche altri pregevoli prodotti a km 0 come i formaggi delle latterie locali, il miele dei Berici, i vini del territorio, tra cui l’Arcadia DE.CO. di Castegnero, senza tralasciare la stagionalità di alcuni prodotti.
Il piacere della tavola sarà in linea con la raffinata proposta di intrattenimento, si sposerà con la poetica dello scrittore Giaretta e il pathos dello strumento musicale, giocherà infine sul doppio registro linguistico della serata: la lingua italiana e il dialetto vicentino.