Casaleone (VR)

Attila: Amori, tradimenti e il mistero del tesoro scomparso

14/11/2015

 Nella storia l’incontro tra Papa Leone ed Attila  può geograficamente insediarsi nell’insenatura tra le foci del Mincio confluente nel Tartaro (estremo Sud-Ovest dell’antica Carpanea)  prima che venisse deviato per i lavori di bonifica del dominio Matildico nel territorio di confine mantovano-veronese.

Il Mistero descrive il passaggio di Attila (anno 452 D.C )  nel nostro territorio, il possibile amore con Onoria e la scomparsa del suo tesoro, ancor oggi ricercato dai fantasmi Unni nelle notti nebbiose delle Valli.
 

Organizzatore: Pro Loco Carpanea Casaleone

In collaborazione con: Riseria Lucchi e la compagnia teatrale Hic Sunt Histriones. 

 

 

 

Presso il Teatro K2 di Casaleone alle ore 20:00: rappresentazione teatrale con musica e danze.

Degustazione di prodotti tipici locali.

Ingresso libero

E' consigliata la prenotazione

Per informazioni: cell. 3450111714 - info@prolococarpanea.it

anno 452 D.C Onoria, sorella dell'Imperatore d'Occidente Valentiniano III, per vendicarsi dal fratello, decide di offrirsi sposa ad Attila, il terribile re degli Unni che conobbe in gioventù durante un soggiorno a Roma. Da allora sono passati anni, ed ora Attila da alleato è divenuto uno dei più fieri nemici dell'Impero. Valentiniano viene intanto a scoprire la trama di Onoria e, furibondo, decide di esiliare a vita la sorella a Costantinopoli;  Attila in caso di matrimonio con Onoria le sarebbe spettata la metà dell'Impero d'Occidente. Ferito nell'orgoglio e ritenutosi gravemente danneggiato dalla decisione di Valentiniano di non concedere la sorella come sua sposa il “Flagello di Dio” invade quindi l'Italia Settentrionale devastando il Triveneto e la Lombardia. La principessa intanto è in viaggio Verso la regione Padana  per rifornirsi di gioielli d’Ambra e oro che i bravi artigiani del Nordest della Padania producevano per  i ricchi patrizi romani e poi proseguire il suo viaggio e salpare sulla nave che deve portarla da Ravenna a Costantinopoli; nonostante ciò ella non ha rinunciato ai suoi propositi. Tra le sue ancelle vi è infatti Yasla una potente strega, originaria delle grandi valli tra Verona e Hostilia. Onoria le chiede quindi di usare la sua magìa per incontrare Attila insediatosi col suo esercito giusto laggiù sulle rive del fiume Tartaro attorniato da boschi e pascoli per i cavalli del suo esercito. La strega dunque, una volta salpata l’Actuaria ( tipica nave per passeggeri romana) la fa avvolgere da una fitta nebbia e ne muta la direzione: anziché navigare verso il mare, l'imbarcazione percorrerà a ritroso  il grande fiume per raggiunge la meta, grazie all'equipaggio reso inerme da un altro incantesimo, la maga quindi intima ai marinai di attraccare la nave nel punto dove ha scorto gli alloggi unni, affidata la nave ed il suo equipaggio ad alcuni nativi di Casaleone, suoi conterranei, Yasla e la sua padrona si travestono da donne serve degli Unni, individuano quindi la tenda di Attila, ed appoggiate le orecchie alla parete della tenda reale ascoltano la conversazione che si sta svolgendo tra il Grande Unno ed i suoi più fidi consiglieri. Il re è molto soddisfatto degli ultimi accadimenti della giornata, Papa Leone le ha consegnato ancora tesori in nome e per conto di Valentiniano, a patto che lui ed i suoi guerrieri abbandonino la Valle Padana. Unendo ciò al bottino guadagnato in precedenza dalla campagna italica. l’esercito degli Unni ora accampati tra il Tartaro e il Mincio farebbero quindi ritorno in Pannonia letteralmente “coperti d'oro”.. Udite quelle parole, Onoria vorrebbe entrare nella tenda per abbracciare Attila, e dirgli che l'avrebbe seguito ovunque; ma Attila una volta rientrato in patria è obbligato sposare al più presto  la giovane Ildico nativa della Pannonia,. Attila raccoglie il suo tesoro e converge tutto il suo entourage sul rientro in patria e sul definitivo abbandono del progetto matrimoniale con Onoria, un'unione per lui prettamente d'interesse, i cui vantaggi nel tempo sarebbero per di più stati incerti vista la forte contrarietà a ciò di Valentiniano. La delusione d’amore di Onoria è devastante sarà la strega Yasla a guidare poi Onoria nella capitale della Pannonia, precedendo l'arrivo dell'armata unna. Ella avrà così modo di inserirsi nella corte del Grande  Unno, di farlo innamorare di se, ma ancora una volta il destino non li congiungerà. Attila intanto  incarica il fedele Vortan al seguito della custodia del tesoro consegnatogli da Papa Leone, questi dovrà trasportarlo su dei carri guidati da soldati travestiti da mercanti e giungere in Pannonia per un itinerario diverso rispetto a quello delle soldatesche unne: in tal modo verrebbero evitati agguati o altri pericoli ad opera degli Italici o degli imperiali.  Una volta partiti gli Unni con tutto il loro seguito pronti al viaggio, sul convoglio carico d'oro si scatena una tremenda tempesta. Uomini e cavalli vengono scaraventati ai quattro venti, mentre  oro , sesterzi ed altri valori sono sommersi da una pesante coltre di terra e fango nelle paludi delle grandi valli; vani saranno gli sforzi futuri per recuperare ciò... Ancor oggi si dice che qualcuno sia ancora  alla sua ricerca (forse lo spirito di Vortan sedotto dalla bella Yasla al fine di carpirgli le direttive di Attila circa il tesoro bruscamente sepolto) . rientrato in patria Attila sposa  la giovane Ildico  e la notte stessa muore… un omicidio/suicidio  o la vendetta di Onoria?: un millennio esatto dopo la scomparsa di Attila e del suo dominio europeo si ritrovano i manoscritti che denunciano la scomparsa del tesoro di Attila qui nelle valli tra  Bastion S. Michele e Ponte Molin  ogni mille anni lo spirito irrequieto del fedele capitano Vortan  ritorna qui  nelle valli  del grande fiume sempre alla ricerca del tesoro del grande Unno, Attila il Barbaro.  La testimonianza dell’oste dell’antica “Ostaria dalla Bepa” ci da la conferma che ancora nelle notti di Novembre si vede una “ lumera” che lentamente si sposta e che tra un’imprecazione e una preghiera è ancora e sempre alla ricerca del tesoro di Attila.